Il bambino senza nome e senza parola di "Io non parlerò" si accorge a proprie spese che l' adulto ha bisogno della parola; e lui non può rifiutarsi di crescere. Entra in un vortice di dialoghi con il mondo del lavoro, la femminilità, l'amore, la guerre, la gloria; approda fortunosamente ad una condizione di eroe positivo nella società dell' autocompiacimento.
