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L'arma segreta del duce: La vera storia del Carteggio Churchill-Mussolini (Italian Edition) Kindle Edition
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- LanguageItalian
- PublisherRizzoli
- Publication dateApril 2, 2015
- File size38617 KB
Product details
- ASIN : B00URRRO82
- Publisher : Rizzoli (April 2, 2015)
- Publication date : April 2, 2015
- Language : Italian
- File size : 38617 KB
- Text-to-Speech : Enabled
- Screen Reader : Supported
- Enhanced typesetting : Enabled
- Word Wise : Not Enabled
- Sticky notes : On Kindle Scribe
- Print length : 437 pages
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Oltre ai fantomatici Diari, la parte più interessante dei suddetti documenti sarebbe senza dubbio rappresentata dal cosiddetto “Carteggio” sviluppato tra Il Duce e Winston Churchill, nella sua qualità di primo ministro inglese, che comprenderebbe il testo di eventuali accordi segreti siglati tra i due statisti, ovviamente paralleli rispetto alla documentazione ufficiale che vedeva i due Paesi in guerra su fronti contrapposti.
Su tale tema si sofferma il testo di Mimmo Franzinelli qui recensito che - ben documentato e con grande dovizia di particolari - dedica le prime due parti a smontare il falso “Carteggio”, che pure ebbe grande risonanza e fu a lungo creduto vero nel dopoguerra, costruito ad arte da ambigui individui cui vengono dedicati altrettanti capitoli (“Il comandante David”, “Il piazzista De Toma”, “Il ‘marchese’ Camnasio de Vargas”): fin qui nulla da eccepire, anzi a Franzinelli va il merito di aver messo la parola fine ad ogni illazione su quel “Carteggio”, dimostrandone la sua assoluta e totale falsità.
Nella terza parte Franzinelli affronta il tema più controverso sull’esistenza comunque possibile di carte, diverse e parallele rispetto a quelle ufficiali, scambiate tra Churchill e Mussolini, pervenendo - sulla base certamente di motivazioni affatto fondate e parzialmente condivisibili - alla conclusione dell’inesistenza di tale corrispondenza.
In proposito mi permetto peraltro di ricordare alcuni punti da cui non si può prescindere, che fanno ancora oggi riflettere:
- Mussolini, al momento della cattura, recava effettivamente con sè una borsa, contenente evidentemente documentazione ritenuta della massima importanza, regolarmente sequestrata dai partigiani, consegnata ai rappresentanti del CLNAI, trasferita alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, infine passata all’Archivio di Stato: è legittimo supporre che in tutti questi passaggi qualche documento, opportunamente visionato dai vari soggetti che ne ebbero la possibilità, sia stato sottratto, venduto, barattato, alterato, forse distrutto?
- nel settembre del 1945 Churchill effettivamente trascorse una ventina di giorni in vacanza sulle rive del Lago di Como: è possibile che, a pochi mesi dalla fine della guerra, lo statista inglese sentisse unicamente il bisogno di ritemprarsi in Italia e dedicarsi alla sua passione per la pittura, proprio sulla sponda di quel lago che aveva visto la fine dell’avventura mussoliniana (e da cui erano comunque passati i documenti contenuti nella famosa borsa)?
Il grande storico Renzo De Felice - che al termine della sua imprescindibile ricerca storica si stava proprio interessando alle ultime ore della vita di Mussolini e, soprattutto, alla plausibile esistenza di “lettere” scambiate con Churchill che “potrebbero riservare, invece, qualche inedita sorpresa” (cfr. “Rosso e Nero”, pag. 148) - era molto più possibilista.
Personalmente concordo con la posizione dell’illustre storico.